Costume
e Società |
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Costume
e Società è una nuova rubrica che il Club Cane Lupo Cecoslovacco
mette a disposizione dei Soci e non. Chiunque vuole mandare articoli
o notizie inerenti al mondo animale (non solo cani), incontri, Stage,
risultati gare, tutto quanto può essere utile all' opinione pubblica,
può inviare il materiale a: fmattioli@trattosrl.it
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Tono
e contenuto del materiale inviatoci , devono sempre rispettare le regole
del civismo e della legge. La mancanza di tali requisiti comporta l'
impossibilità della pubblicazione.
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Quando
questa rubrica uscirà per la prima volta sul nostro Sito (era
da tempo che ci pensavo), molti amanti della cinofilia si troveranno
già in ferie, e la stagione si avvicinerà a quel periodo
che viene definito " di mezza estate ".
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E
proprio ai nostri lettori e al loro periodo di riposo e di svago mi
fa piacere dedicare questo editoriale, cioè l' articolo che solitamente
sintetizza, mese per mese nei vari mensili le opinioni delle riviste
sui più importanti problemi della cinofilia.
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Il
consistente aumento di persone che scelgono di seguire il nostro Sito,
in tutte le regioni Italiane, mi conforta sulla validità degli
argomenti che propone la nostra responsabile del Sito di volta in volta,
e proprio in virtù di questa soddisfacente risultato mi fa piacere
contraccambiare con un augurio sincero la simpatia che ci viene dimostrata.
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Dunque,
Auguri di Buone Vacanze a tutti: a voi che già ne usufruite e
a voi che vi preparate per lo stacco del lavoro quotidiano!!!
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| Presidente C.C.L.C Fausto Mattioli |
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IL
CUCCIOLO RENT A CAR
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IN
GIAPPONE CI SONO RISTORANTI PER CANI E NEGOZI SPECIALIZZATI NEL NOLEGGIO,
A 14 EURO L' ORA ( PIU' DI UNA FUORISERIE ) DEI CUCCIOLI.
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PROPRIO
COME FOSSERO AUTOVETTURE. FRA I CLIENTI, GIOVANI COPPIE E FAMIGLIE CON
FIGLI PICCOLI.
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| A ben leggerla la realtà è un romanzo fantastico. Il viverla è, per molti purtroppo, tutta un' altra cosa e ben lontana da quei racconti di fantascienza dove il nostro futuro.......remoto pare persino dietro le spalle. Proprio come accade a Tokio, dove hanno inventato i cuccioli a noleggio. E già il sentirlo a dire ti par proprio una bestialità. Abituati a come siamo noi a considerare un cucciolo......per sempre. Farlo bersaglio dei nostri progetti e dei nostri sogni, spiare ogni giorno di quanto sia cresciuto, scoraggiarci per i suoi sbagli ed esaltarci per qualche suo progresso. In affetto o in attività praticate poco importa, perchè un cane fa parte dell' anima del proprietario e dei suoi famigliari. Al contrario di quanto avviene se invece vai nella capitale del Giappone. Tutto è semplice e sbrigativo: entri nel negozio, scegli un cagnolino fra i molti che ti scodinzolano, concordi il tempo della custodia, consegni un documento e te ne vai tenendolo al guinzaglio. |
| Come salire su un' auto in ogni "rent a car". |
| Cioè in ciascuna delle officine che noleggiano vetture, e un prezzo molto più basso. Il costo? Relativamente abbordabile: 14 euro all' ora. Per un giorno, notte compresa, c'è uno sconto fortissimo: paghi in totale 75 euro. I clienti? Famiglie con bambini a cui i genitori vogliono esaudire per qualche ora il desiderio di un cagnolino. E par sia come dare una leccata a un cono di gelato a un golosone. Inutile domandarsi se il piccolo quando se ne va ha le lacrime, o invece si abitua considerare il cane come una macchinina o un pupazzetto da buttar via quando ti stanchi. Però ci sono anche fidanzati in crisi, e qui diventa tutto un altro discorso. "Il cane - ha dichiarato una commessa del negozio "Puppy-the World Rental" ad Odalba, l' isola che non c'era ed è stata costruita nella baia di Tokyo - per molte coppie diventa un punto di riferimento anche solo per un pomeriggio". Nell' isola che non c' era esiste anche un ristorante in cui vengono ammessi i cani e sono tollerati i proprietari. In cucina c' è un settore dedicato ai quattro zampe: pentole e fornelli che funzionano solo per cuccioli e adulti al guinzaglio. Nei menu quasi sempre carne di cavallo o di coniglio, animali evidentemente meno fortunati dei clienti. Come in ogni ristorante specializzato, ci sono poi menu particolari a seconda delle circostanze: per festeggiare il compleanno portano......in tavola una torta di pasta frolla a forma di osso. E c' è da giurare che il cane, abituato a ossa vere, consideri tutto a una fregatura. Oltre al posto di ristoro ci sono anche negozi con oggettistica per cani, dal collare a speciali carrozzelle, al guinzaglio e a una lunga serie di cappottini e altri "indumenti" capaci di fare l' infelicità di ogni cane che voglia essere rispettato. Da noi, c' è da giurarlo, tale innovazione avrebbe scarso seguito, non per mancanza di zoofilia che, anzi, ce n' è fin troppa e nella direzione sbagliata, proprio come dimostrano frasi e atteggiamenti in varie trasmissioni televisive dove parlano del mondo animale, ma per quel buon senso comune che guida la nostra gente. |
| Presidente C.C.L.C Fausto Mattioli |
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APPROVATA
DEFINITIVAMENTE LA NUOVA LEGGE DI TUTELA
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ORA
VA IN CARCERE CHI MALTRATTA GLI ANIMALI
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| Nello scorso mese di luglio il Senato ha approvato la legge che inserisce nel Codice Penale i "delitti contro il sentimento per gli animali". Con tale approvazione, che fa seguito a quella già avvenuta alla Camera, la legge in quiestione è adesso pienamente operativa e quindi diventano reati non soltanto l' uccisione ingiustificata ma anche l' abbandono e il maltrattamento in generale. Ciò significa che chi commette uno degli anzidetti reati non potrà più cavarsela, come finora avveniva, con una multa pecunaria ma, nei casi più gravi, potrà essere arrestato, dovrà sottoporsi ad un giudizio in Tribunale e, se riconosciuto colpevole, potrà essere condannato alla detenzione in carcere. La legge stabilisce anche che per celebrare il processo penale venga concesso un periodo di cinque anni: tutto il tempo, insomma, perchè ragionevolmente il reato non cada in prescrizione. |
| La nuova norma colma una lacuna morale oltrechè giuridica e interviene e disciplinare comportamenti incivili tutt' altro che sporadici: secondo una ricerca della Lav ( Lega Antivivisezionista ) nel 2003 sono stati accertati oltre settemila casi di violenze sugli animali, con un aumento quasi doppio rispetto a quelli registrati negli anni precedenti. |
| In particolare, secondo l' accennata ricerca, gli animali più maltrattati risultano i cani ( 4.269, di cui 387 deceduti ) mentre la mortalità più elevata riguarda i gatti ( 250 maltrattati, 105 deceduti ) |
| L ' approvazione della legge, avvenuta con il concorso sia della maggioranza governativa che dell' opposizione, è stata accolta favorevolmente anche se non mancano critiche e dissensi. |
| "Gli animali italiani - ha commentato Gianluca Felicetti, dirigente della Lav - sono finalmente entrati in Europa, il loro maltrattamento da semplice e sostanzialmente inutile contravvenzione diventa un delitto". E ancora, Paolo Manzi presidente dell' Enpa: "Con questo voto l' Italia entra in una nuova stagione di diritti. Ora chi sevizia o abbandona un animale rischia il carcere e non più, come accadeva finora, una semplice multa. Siamo soddisfatti anche perchè le nuove norme diventano legge dopo oltre due anni di discussione". |
| Le ragioni del dissenso di altre associazioni "animaliste", fra cui Wwf e Lipu, sono state espresse in una nota congiunta nella quale si afferma che "la nuova legge tutela solo cani e gatti e porta a un sostanziale peggioramento della normativa per la maggior parte degli altri animali. Infatti limita l' applicazione delle norme per i reati più gravi ai i soli animali d' affezione escludendo ogni applicazione in materia di caccia, pesca, macellazione, trasporto, sperimentazione scientifica, attività circense, zoo. Permette anche di escludere tutte quelle feste o manifestazioni che utilizzano animali vivi con la giustificazione dell' importanza storico-culturale e qualora queste manifestazioni comportino sevizie per gli animali, a venire punita è la sola organizzazione e non anche la semplice partecipazione che potrebbe rientrare almeno nel reato di favoreggiamento". |
| Queste, nella sostanza, le varie posizioni. Per quanto riguarda la mia opinione, mi riservo una valutazione più approfondita nel momento in cui riuscirò a conoscere in dettaglio tutte le disposizioni della legge. In linea di massima concordo con il fatto che tutti gli animali indistintamente abbiano diritto alla tutela e non soltanto quelli cosidetti "da affezzione". E, ovviamente in qualsiasi circostanza comprese caccia, pesca, macellazione e manifestazioni varie. La crudeltà è sempre e comunque inaccettabile. |
| Quando però
di crudeltà si tratti davvero e non quando tale venga ritenuta
da alcuni in base a una loro particolare sensibilità come, per
esempio, quella di chi considera la caccia una "inammissibile barbarie"
anche se effettuata nel pieno rispetto delle regole etiche e giuridiche.
E che dire di qualche "rimprovero" un pò brusco ( ma
mai violento ) che talvolta è neccessario nell' addestramento cinofilo? Diverse espressioni di intolleranza riscontrate in passato ( per esempio, le gazzarre all' apertura della stagione della caccia senza che nessuno avesse commesso atti violenti e prima ancora che venisse sparato un solo colpo di fucile ) autorizzano alla perplessità sul vero obiettivo di coloro che nemmeno ora appaiono comprensivi nei confronti delle nuove norme per le quali, peraltro, hanno avuto il consenso di associazioni animaliste "storiche". |
| E mi sembra abbastanza esasperante sollecitare il reato "almeno" di favoreggiamento nel caso " anche di semplice partecipazione" a manifestazioni dove gli animali vengono usati in modo improprio. Che si fa, denunciamo tutti quelli che assistono? Ricordando, oltretutto, che la nuova legge - a quanto appare in prima lettura - già prevede la punibilità nei confronti degli organizzatori e quindi - si presume - il divieto di affettuazione ( o l ' interuzzione ) delle manifestazioni stesse. |
| Ricordiamo il clamore e gli scandalizzati "ohibò" quando, mesi or sono, Elisabetta regina d' Inghilterra fu "sorpresa" a finire a colpi di bastone un fagiano ferito durante una battuta di caccia. Fu un atto brutale, certo, ma altrettanto certamente necessario allo scopo di evitare all' animale ulteriore, inutile sofferenza. Un gesto motivato dalla ragione e non da istinto crudele. Eppure fu riportato ed enfatizzato come se si fosse trattato di un caso di odiosa violenza. |
| E proprio qui, a mio parere, sta l' aspetto fondamentale della questione. Ben vengano correzioni e miglioramenti alla legge da poco emanata , con il riconoscimento e la relativa punizione degli atti di maltrattamento nei confronti di qualsiasi animale e in qualsiasi circostanza siano compiuti. E' stato detto, lo confermo, ne sono convinto che si potrebbe estendere simile tutela anche alle cose inanimate ( perchè spezzare un ramo, un arbusto o un ramoscello che non danno fastidio a nessuno? ). Ma - ripetendo ancora per chiarire ogni dubbio - deve trattarsi di violenza vera, inutile e gratuita, non motivata da alcun raziocinio. E non ci può essere, in questi casi, nessuna giustificazione di abitudini, tradizioni o quant' altro del genere. Se invece come violenza o maltrattamento si intendono attività o comportamenti del tutto leciti ma che alcuni hanno in antipatia, allora il discorso cambia e non mi trova consenziente. |
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LE
NORME IN SINTESI
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| UCCISIONE E ABBANDONO |
| Chi uccide un animale rischia fino a 18 mesi di carcere. Chi lo abbandona rischia un ammenda da mille a diecimila euro e una pena detentiva fino a un anno. Le stesse sanzioni si applicano nel caso di mantenimento di un animale in condizioni inadeguate e che comunque possano determinare sofferenza. |
| COMBATTIMENTI: MULTE E RECLUSIONE |
| Multe da cinquemila e 160 mila euro e reclusione da uno a tre anni sono previste a chi promuove, organizza o dirige combattimenti fra animali. L' allevamento, l' addestramento e la fornitura di animali per combattimenti possono essere puniti con multe da cinquemila a trentamila euro e reclusione da tre mesi a due anni. |
| SEVIZIE E LESIONI |
| Chi procura lesioni a un animale o provoca danni alla sua salute, lo sottopone a sevizie oppure a lavori e fatiche insopportabili per le sue caratteristiche fisiche e psichiche, deve pagare una multa da tremila a quindicimila euro e può essere incarcerato per un periodo da tre mesi a un anno. Se l' animale muore le sanzioni vengono radoppiate. |
| ESPERIMENTI SCIENTIFICI |
| Gli sperimenti scientifici su animali vivi sono ancora consentiti, però previa anestesia. In caso contrario gli sperimentatori possono essere puniti con reclusione fino a tre anni. |
| PELLICCE DI CANI E GATTI |
| Sono vietati la produzione, l' importazione e il commercio di pelli di cani e gatti. I trasgressori rischiano multe da cinquemila a centolmila euro e detenzione da tre mesi a un anno. |
| Presidente C.C.L.C Fausto Mattioli |
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NOTIZIE
DALL'ESTERO
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| GERMANIA |
| Durante una riunione dell' intergruppo parlamentare europeo per la protezione degli animali, M. Harold Wiegand, presidente di una associazione canina chiamata Domingo Dogs Deutschland, ha attirato l' attenzione dei partecipanti sul fatto che, in Germania, i cani stranieri siano sempre più descriminati. |
| GIAPPONE |
| La provincia giapponese di Kobe è messa sotto pressione dalla presenza di un nutrito gruppo di cinghiali. Gli ungulati dagli occhi a mandorla sono infatti stati responsabili di ben venti attacchi registrati lo scorso anno e della collisione di due treni che ha causato ben 75 feriti. Altro che i cinghiali europei....... |
| SIBERIA |
| Nel nord della Siberia ha preso il via una enorme caccia al lupo, al fine di proteggere le renne. Infatti i lupi della zona sono in piena espansione, ed ogni ogni anno divorano circa l' 8% delle renne, risorsa fondamentale degli abitanti della regione. Fortunatamente le autorità locali non hanno più fondi per finanziare l' eliminazione dei predatori. Malgrado ciò la caccia nella tundra, dove si prevedono circa un migliaio di renne, è cominciata. |
| INDIA |
| Tre persone, fra le quali una donna, sono state uccise da alcuni elefanti che dopo avere bevuto litri di birra sono entrati di corsa per le strade di un villaggio devastando tutto ciò che incontravano. Il fatto è avvenuto in India, nel piccolo paese di Marongi situato nello Stato dell' Assam. Secondo quanto hanno riferito le guardie forestali, gli elefanti ( una dozzina circa ) si sono avvicinati ad alcune giare contenenti birra di riso ed hanno cominciato a berla immergendo la proboscide nei capaci vasi di terracotta. La bevanda è risultato loro tanto gradita che hanno svuotato tutti i contenitori. Ma gli effetti sono stati disastrosi: nessuno è più riuscito a tenere a bada i grossi animali che hanno impazzato fino a provocare la morte degli abitanti. |
| BRASILE |
| Un fatto ancora misterioso anche se sembra non sia la prima volta che accade: un gruppo di undici pinguini partito dalla Patagonia è arrivato fino alle spiagge di Rio de Janeiro, in Brasile. Gli animali, esausti e smagriti, quasi senza più il manto protettivo di piume, sono stati avvistati e soccorsi, prima con una sosta in un centro specializzato di Rio Grande, poi con il rilascio in mare per farli tornare verso il loro ambiente naturale dove pare siano arrivati, questa volta senza sbagliare rotta. Non è chiaro il motivo che ha spinto i pinguini dal freddo habitat polare alle acque calde subequatoriali. I biologici ritengono che la causa sia da attribuire a una perdita di orientamento durante il consueto viaggio di migrazione che i singolari uccelli compiono ogni anno dalla Patagonia, dove si accoppiano e si riproducono, verso settentrione per seguire i branchi di sardine di cui si nutrono abitualmente. E' probabile che le correnti marine e il surriscaldamento climatico abbiano indotto in errore gli esemplari più giovani e poco esperti. Un' altra ipotesi è che la diminuzione dei branchi di sardine per effetto della pesca itensiva abbia indotto i pinguini a spingersi molto più a nord nella speranza di trovare cibo a sufficienza. |
| Presidente C.C.L.C Fausto Mattioli |
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LA
NORVEGIA, LE FOCHE E IL BACALA'
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I
TOUR OPERATORS OFFRIRANNO SAFARI PERCHE' IL PRIMO MINISTRO HA DECISO
DI FAR UCCIDERE I PINNIPEDI A PAGAMENTO DAI TURISTI.
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NON
SI TRATTA DI CACCIA MA DI MACELLERIA.
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| Nel silenzio della banchisa la fucilata ha la voce da fine del mondo. La foca è scossa da un brivido, immiserisce nell' agonia e allarga sul ghiaccio una macchia di sangue. Ha il colore della pietà e ogni chiazza è la pagina d' una vicenda assurda e ciascun animale il punto interrogativo sulla buona coscienza dei politici della Norvegia. Abituati per secoli a vendere al mondo stoccafissi e bacalà, a considerare il mare una banca e i pesci un capitale da spendere, si son convinti che anche le foche, cresciute in quel frigo che è il polo, possono essere commercializzate. Cosi' le han messe nei depliant di aziende turistiche: camera d' albergo con mira sulle foche. Perchè ciascuna, ecco l' idea, diventa un bersaglio con attaccato il cartellino del prezzo. Paghi e spari. Spari e ammazzi. Ammazzi e paghi. Euro, Dollari o Sterline poco importa. Anche nell' universo di ghiaccio danno ragione a Vespasiano: il denaro non puzza. Dunque, il safari c'è. Le vittime anche. Manca la pietà, ma quella fu assassinata dai Norvegesi quando decisero la mattanza nella nuova macelleria a cielo aperto. Partiti dalla constatazione che ci sono troppe foche ( i naturalisti dicono che sono appena cinquemila, mentre in Gran Bretagna sono venti volte più e protette ), e quindi mangiano troppi pesci destinati invece a diventar baccalà o stoccafisso, i norvegesi, ecco la furbata, si son detti: perchè macellarle noi con gli arpioni? Meglio far venire macellai col fucile e disposti a pagare come se le foche fossero lepri o fagiani. Cosi' dalle parole ai fatti il passo è stato breve. "La presenza di pinnipedi nei fiordi e lungo le coste spaventa i pesci e costituisce pericolo per gli stessi pescherecci", ha detto il primo ministro. E magari alla fine ha fatto un sorrisino. Subito tour operator e agenzie di viaggi hanno allestito i depliant: il paesaggio non poteva essere diverso, bianco come la neve bianca, il selvatico anche, grosso e scuro come una foca scura. Purtroppo mancavano foto di carniere. Ma anche a questo c'è rimedio, perchè come scrisse Bernard Shaw: "Tutte le grandi verità cominciano come bestemmie". Vi compaiono foche con il musino aguzzo intente a guardare nell' obiettivo, quasi volessero sorridere. Pare prendano parte a una foto di famiglia. Greenpeace è insorta. Il primo ministro ha rimediato affermando che " i candidati dovranno avere una licenza di caccia ed essere inquadrati in tour organizzati": come dire che chiunque non abbia pagato non potrà cacciare. Insomma, macelleria si, ma a pagamento. E più spari più paghi. Non voglio credere sia un segno dei tempi perchè i tempi sono migliori. Certe decisioni, che apparentemente hanno una parte di razionalità, quando sono calate nei fatti diventano per dirla con Papini, alla Toscana, "una bischerata". La caccia, signor ministro del baccalà, è un' altra cosa. Se capita in Italia lo chieda ad uno dei quasi 500 mila federcacciatori, poi, arrosisca. Signor ministro, non scambi la caccia con la macelleria. San Bernardino da Siana sarebbe con lei terribile. Scrisse: "La pietà è un condimento a tutte le virtù che può avere un omo", un condimento, mi creda, che lei non conosce. |
| Signor ministro, non tratti da baccalà chiunque gusti il baccalà. Non consideri i cacciatori imbecilli che comprono un fucile e vogliono sentire se fa rumore. E proprio per questo ha un alto contenuto d' amore. Ma lei per questo non può certamente capirlo perchè non profuma di soldi. Nè di baccalà. |
| Presidente C.C.L.C Fausto Mattioli |
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IL
LUPO FUGGITO DALLA FAVOLA
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E'
MORTO SULLA VIA DI ROMA, COME UN PELLEGRINO STANCO. E NESSUNO SI CHIEDE
PERCHE' SIA VISSUTO, E NESSUNO SI DOMANDA PERCHE' SIA GIUNTO FIN LI'.
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| Un tempo erano i barbari, oggi sono i lupi a figgire dalle favole, bramare le porte di Roma e finire sotto un'auto. Proprio com'è accaduto in quella gelida notte di gennaio, quando un giovane d'un paio d'anni è rimasto stecchito sul ciglio della strada. Come un pellegrino stanco. Lo hanno analizzato, esaminato e infine hanno emesso il verdetto: aveva lasciati i monti Simbruini, ai confini fra Lazio e Abruzzo e s'era avviato verso la capitale fermandosi, quando l'appetito lo consigliava, all'osteria del fagiano, dell'arvicola, della starna o di qualche minuscolo mammifero. Cosi', aveva percorso centinaia di chilometri dietro chissà quale sogno. Ed era morto in un fascio di luce. |
| D'automobile. Ci furono anni, ricordate, che tutti gridavano "al lupo" e l'Italia pareva diventato un Paese di pecore e pecorai. E ognuno aveva timore d'esser Cappuccetto Rosso o far la fine della nonna. poi, nei decenni ciascuno a raccomandare "salvate il lupo", e pareva non si potesse vivere senza di lui tantochè coniarono persino quella sciocca definizione di "animale culturale" soltanto perchè non se ne vedevano più. E i gufi, quel gruppo finito nella storia del Cabaret, a dire che un tempo i lupi " andavano come il pane", adesso "i lupi al va no". Furono fondate associazioni e sodalizi, stanziati fondi e redatti opuscoli e "attenti al lupo!" divenne un grido di salvaguardia, non più invito alla prudenza come accade sui cartelli fuor dai giardini per i cani. |
| Ma perchè quel povero lupo è morto? Pare, a ben pensarci, un apologo ( cosi' si dice d'un insegnamento di vita che nessuno ascolta altrimenti non starebbe a sentirlo ) della nostra civiltà. L'uomo crea attraverso la scienza, per distruggersi quello che ha creato. Uno scioglilingua tragico, di cui il povero lupo migrato dall'Abruzzo ne è il significato che nessuno ha voluto cogliere per non fare una qualche considerazione sul patrimonio faunistico italiano: perchè c'era il lupo sulla strada e a quale tribù apparteneva. |
| O, comunque, come mai c'erano tanti lupi da indurne alcuni ad abbandonare il branco e cercarsi altri territori. Cosi' emergono le considerazioni fatte da anni dai cacciatori e che nessuno ascolta più. Come accade alle solite canzoni cantate dai soliti contastorienelle solite vie. In Italia non manca la selvaggina, ma gli habitat. Ci sono fagiani e lepri, pernici e cinghiali, volpi e lupi, ma non esiste una programmazione. |
| Vi provvedono, quando possono e finchè potranno i cacciatori, convinti che senza selvaggina non vi è caccia, ma decisi a dimostrare che senza caccia, e quindi senza gestione, non vi saranno i selvatici. Neppure i lupi. Perchè anche loro con le volpi e altri carnivori s'avvantaggiano della gestione del territorio attraverso l'immissione di specie cacciabili che sono meno di una cinquantina delle quasi 400 che popolano la penisola. A questo fa pensare quel giovane lupo. A questo e alle parole di De Vigny che fa dire al lupo che muore "ed a vedere ciò che si è e ciò che si è stati, solo il silenzio è grande" |
| Presidente C.C.L.C Fausto Mattioli |
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NOTIZIE
DALL' ESTERO
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| INGHILTERRA |
| Le statistiche di
polizia confermano che, nel sud dell' Inghilterra, ogni anno, circa 500
cani da caccia vengono rubati. Si tratta soprattutto di Labrador e Espagneul.
Sembra che i cani vengano addormentati con dei saporiferi proibiti nel
Regno Unito, ma venduti negli USA e in Francia.I furti si concentrano
in modo particolare al sud: il mondo rurale, più agiato di quello
cittadino e la popolazione più densa rispetto al nord fanno si
che vi sia un maggior numero di cani di valore e, per di più, a
breve distanza dai covi mafiosi londinesi e dall' acceso dal continente.
Alcuni proprietari hanno cercato di far fronte al problema mettendo una micro-pulce sotto la pelle dei loro cani, ma si tratta di una soluzione costosa e dunque difficilmente generalizzabile. |
| FINLANDIA |
| Un' associazione
ornitologica finlandese ha proposto di programmare le suonerie dei telefoni
cellulari in modo che lo squillo si trasformi in un più gradevole
canto d' uccello. Già più di ventimila persone hanno risposto
positivamente e hanno optato per festosi cinguettii al posto del fastidioso
e stridente "driin", comune soprattutto tra i primi modelli
di telefoni. La buona notizia è che un quinto dei ricavati è
impiegato per la protezione degli uccelli. |
| CANADA |
| L' assemblea legislativa del territorio degli Inuit, nel Grande Nord canadese ha preso in considerazione il problema degli allievi che, sulla strada che li conduce a scuola, vengono regolarmente attaccati dai numerosi orsi polari che popolano la regione. Il problema si acuisce durante la lunga notte polare. Il ministro dell' educazione ha annunciati che, se il budget lo consente, verrà attivato un servizio scuolabus su "ghiaccio". |
| AUSTRIA |
| L' idea pare sia
nata da un gruppo di soccoritori austriaci specializzati nel recupero
di alpinisti o sciatori travolti da valanghe, assillati dal problema dei
riverberi del sole sulla neve che abbagliavano i cani utilizzati per individuare
le persone disperse o sepolte sotto il manto nevoso. In collaborazione
con l' ottico Reinhold Kreyca alcuni di questi soccorritori hanno messo
a punto un prototipo di occhiali "da sole" realizzato in plastica
elastica e infrangibile, studiato appositamente per poter essere applicato
ai cani. Pare che i risultati siano stati tanto soddisfacenti da indurre
una organizzazione italiana, la "Ebf innovation in pet" di Reggio
Emilia, a commercializzare il prodotto con la griffe "Doggles".
Questi occhiali per cani sono stati presentati all' ultima edizione del
Mido, la Fiera Internazionale dell' Ottica recentemente allestita a Milano,
elaborati in tre misure, dotati di lenti intercambiabili e di camere d'
aerazione laterale per evitare l' appannamento. A detta dei costruttori
e dei venditori, gli occhiali in questione possono risultare utili non
soltanto sulla neve ma anche quando i cani viaggiano su auto aperte alle
correnti d' aria, quando devono percorrere intinerari con vento o con
polvere e quando "passeggiano" in ore assolate. |
| ISOLE GALAPAGOS |
| Il giornalista e documentarista Fabrizio Carbone ha lanciato un allarme per il futuro dei pinguini il cui numero è in costante diminuzione. Le cause vengono identificate nello sconvolgimento degli habitat abituali provocato dallo scioglimento dei ghiacciai antartici, dalle variazioni clmatiche, dall' inquinamento, dall' aumento di predatori introdotti dall' uomo. In particolare cinque specie, sulle 17 attualmente esistenti, sono considerate in grave pericolo di sopravvivenza. Carbone, nel suo libro "I Pinguini" ( Francio Muzzio Editore ), spiega che 16 specie sono confinate nella fascia marina più a sud dell' emisfero meridionale mentre la diciassettesima, forse quella più a rischio, vive nelle Isole Galapagos. Sempre secondo i dati raccolti dal giornalista, quattro specie (Imperatore, Adelia, Antartici, Macaroni) sono a forte rischio e timori si hanno anche per le altre 12 che frequentano abitualmente le zone al largo del Polo Sud. Già in passato la consistenza delle popolazioni di pinguini è stata minacciata dalla razzia delle loro uova effettuata dai marinai e dalle uccisioni per recuperare le piume ed estrarre olio dai loro corpi. Ora gli sconvolgimenti citati all' inizio rischiano di fare arrivare al punto di non ritorno. Una ragionevole speranza di salvezza, sempre secondo Carbone, sta nell' applicazione rigorosa del Trattato Antartico, stipulato nel 1959 a Washington da 43 paesi, che impegna i contraenti a sviluppare iniziative di protezione ambientale e di ricerche scientifiche. |
| Presidente C.C.L.C Fausto Mattioli |
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E'
ORA DI CAMBIARE LA FAVOLA DEL LUPO CATTIVO
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| Il lupo non è
solo un animale. E' un simbolo. l'icona di un immaginario negativo e crudele.
Per dirla alla Pennac è il Malaussène dei predatori, proffessione
capro espiatorio. I danni al bestiame domestico? E' sempre colpa del lupo,
secondo gli allevatori, ma non sempre è cosi'. Bisogna finirla
con tutti quei modi di dire: " In bocca al lupo", "crepi
il lupo", "mangia come un lupo". D'altronde se si cresce ascoltando la storia di "Cappuccetto Rosso", cosa si può pretendere? Il lupo mangia la nonna e cerca poi di fare piazza pulita della povera bimbetta ingenua, magari con Lucio Dalla che intona "Attenti al lupo". |
| Un delirio di luoghi comuni che, nel corso dei secoli, ha portato una vera e propria carneficina. "Come dice Barry H. Lopez (autore di Lupi, dalla parte del miglior nemico dell'uomo, Piemme, pp.432), il lupo incarna la selvaticità , è l'antitesi dell'ordine e della razionalità che l'uomo civilizzato deve necessariamente domare. Da questa idea sedimentata nella memoria collettiva è esacerbata la furia sterminatrice ottocentesca: interi boschi bruciati nel cieco tentativo di uccidere i singoli esemplari". Una follia che ancora non si è del tutto sedata. Pensiamo al caso italiano. "Negli anni '70 nel nostro Paese i lupi erano rimasti in pochi: appena un centinaio di esemplari. Ora, qualcosa stà cambiando e il numero è attualmente salito a più di trecento". Ma se gli uomini si accaniscono contro questi animali, dei lupi non si può dire lo stesso. Questo animale non attacca l'uomo perchè ne ha paura. E questo timore lo dimostra scappando. Certo in passato ci sono stati episodi spiacevoli, ma erano periodi di carestia. Quello che manca è una campagna di sensibilizzazione: il Cai, con il contributo della fondazione Carisbo, lo stà facendo con corsi ed escursioni ad hoc (info: www.caibo.it). Perchè sterminarli, quindi? Il lupo è un vero e proprio certificato Doc di qualità ambientale perchè spesso si nutre di animali deboli e malati contribuendo, cosi', a mantenere la fauna ecologicamente sana. |
| Il problema, seguendo
la tesi di Lopez, è che "siamo noi a creare l'immagine del
lupo", ereditata da una visione medievale popolata di licantropi
e lupi mannari. La mamma che ammonisce il figlio: 'Se non fai il bravo
arriva il lupo' ne è la diretta conseguenza. E cosi', si continua
a vivere nella "beata ignoranza". Pochi sanno, ad esempio, che
i lupi sono dei gran giocherelloni e che l'ululato è spesso un
modo per tenere il gruppo unito o adirittura per festeggiare il buon andamento
della caccia. Non dimentichiamo, che sono molto intelligenti e hanno un
olfatto sviluppatissimo: alla vista di una tagliola urinano per segnalare
il pericolo ai loro cuccioli. Per non parlare del branco, democraticamente organizzato. In Italia si muovono in gruppi familiari di 4 o 5 esemplari, ma in Nord America, dove arrivano anche a 15, la democrazia è particolarmente evidente. Le femmine decidono la tana e tutto il branco le segue finchè non nascono i cuccioli. Alla faccia del maschilismo. Infine, è doveroso spezzare una lancia a favore del lupo made in Italy. Un tipo di esemplare ben diverso da quello Nord Americano, ad esempio, perchè più piccolo (raggiunge al massimo i 35 chilogrammi) e geneticamente "puro". Questi animali si trovano in Abruzzo, nell'Italia meridionale e nella zona dell'Appennino. Un vanto per il territorio. |
| Presidente C.C.L.C Fausto Mattioli |
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IL
CREPUSCOLO DI DIANA
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UN
INCHIESTA DEL "CORRIERE DELLA SERA" HA RILEVATO CHE IL FENOMENO
DI CHIAMARE I QUATTROZAMPE CON I NOMI DI PERSONE STA' DILAGANDO. E'
IL TRAMONTO DI FIDO O DI ALTRI NOMI TRADIZIONALI, E ANCHE LA DEA DELLA
CACCIA NE FA LE SPESE.
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| Cambiano i nomi, ma la sostanza resta. Oppure no. Perchè da quando i cani han conquistato una loro anagrafe fai una gran confusione per strada o nei parchi, lungo i viali alberati o nei marciapiedi che mordono l'asfalto. |
| Senti chiamare Giacomo,
Giovanni o Ciro e guardi ad altezza d'uomo, ma il tuo ochhio incontra
solo tetti d'auto o tronchi d'albero. Odi Beatrice, Paola oppure Camilla, e invece di una ragazza zampetta vicino a te una barboncina, una Dobermann oppure una Maltese. Perchè già da qualche tempo ai nomi che anni fa erano da cani si sono sostituiti quelli che una volta, ancor oggi e forse per sempre, appartengono a uomini e donne. Ecco il perchè Ambra e Gaia, Ugo e Paolo non ci appartengono più, ma sono condivisi. Diana invece perde terreno: se ne va malinconica, la dea della caccia, sul suo viale del tramonto sperando che nell'ultimo agguato non sia colpita a morte da una Sabrina. |
| Il fenomeno che ha un'indubbia importanza e una valenza sociale è stato segnalato sul "Corriere della Sera" con uno scritto esemplare dal giornalista Giuseppe Guastella. |
| Costretto quasi ogni giorno a faticare sulle vicende giudiziarie di quella mezza Italia che l'altra mezza Italia vorrebbe mettere alla sbarra, si è preso una vacanza da giornalista di presunti innocenti, legali e magistrati immergendosi per un giorno nell'anagrafe canina. Ne è uscito con una sfilza di nomi che paion copiati da un registro comunale di nascite e morti, e con tante notizie ghiotte da riempire un intero canile. |
| Cosi' scopri che
nell'anagrafe canina, obbligatoria in tutta la Penisola, ma limitata fino
a oggi a alcune regioni, sono iscritti circa 600.000 quattrozampe, e che
il nome più gettonato è Luna seguita da Rocky, Laika e Briciola,
ma si avvicinano pericolosamente alle vette della classifica Ambra e Gaia,
Ugo ed Ettore, e subito i nomi di cantanti e attori, giocatori famosi
e atleti. In Campania, "dove è alto il senso dell'ironia" dice Vincenzo rago, giudice internazionale e presidente del Gruppo Cinofilo Salernitano, ci sono quattro Berlusconi, altrettanti Maradona e 17 Diego. |
| A Milano invece compaiono 57 Ambrogio, nome del grande vescovo protettore dei meneghini. |
| In una recente ricerca di Eta Meta Research è emerso che in Europa il 93% di proprietari di animali domestici (sono 310 milioni) acquistano almeno un regalo: significa che ormai cani e gatti fanno parte della famiglia, si sono integrati, e in alcuni casi rivendicano, con comportamenti a voce, i loro diritti! Ecco spiegato perchè c'è chi pensa di importare anche in Italia la moda dei funerali e dei matrimoni. Naturalmente riservati ai cani, con i padroni in veste di testimoni e sponsor paganti. Un comportamento che ha conseguenze anche sociali. Gli esperti sono già in allarme. E Giuseppe Guastella lo sottolinea opportunamente. |
| "In alcuni casi - scrive - il rapporto comporta un investimento affettivo ed emotivo esasperato. Non solo c'è chi fa regali al cane nel giorno del compleanno, ma c'è anche chi lo considera a tutti gli effetti un bambino. Il vero problema è che poi i comportamenti del cane vengono erroneamente interpretati come quelli di un uomo. In questo modo aumentano incomprensioni e frustrazioni da una parte e dall'altra". |
| Insomma, diventa sempre più vero quando affermavano i latini: "nomina sunt consequentia rerum". Lasciate perdere la traduzione, ma riflettete su quanto ebbe a scrivere Schinto: "I cani non sono persone vestite di pelliccia". |
| Presidente C.C.L.C Fausto Mattioli |
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L'
EUROPA E LE ORECCHIE DEI CANI
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APPROVATA
IN BELGIO UNA LEGGE CHE PUNISCE CHI SOTTOPONE GLI ANIMALI AD AMPUTAZIONI.
IN ITALIA E IN TURCHIA TALE PRATICA, CHE RISALE AI TEMPI DELLE LOTTE
ALLE ARENE, E' ANCORA IN USO.
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| Jannacci ne è
sicuro: ci vuole orecchio. E insieme all'orecchio, se ti inchiodi alla
cinofilia, occorre anche la coda. Perchè l' Europa lo vuole, il
buonsenso lo pretende e l' amore per gli animali lo esige. Tutto quanto
puoi dire di diverso e sarà iteressato. Proprio come le parole
d' un casaro di Reggio Emilia, quando accarezza una vacca, la vacca rossa
che ti fornisce il latte per fare il formaggio doc. La notizia è semplice e l' ha data, con la proverbiale precisione e completezza dei particolari che le ruotano intorno, il coinvolgente "Corriere della Sera" di Paolo Mieli. In uno scritto esemplare, l' on line (che altro non è se non un giornale minuto per minuto che puoi accendere sul video e spegnere con un clic) del quotidiano di via Solferino ti dice che in Belgio è stata vietata l' amputazione della coda e delle orecchie "una pratica già proibita in una decina di stati Europei. Ma non in Italia!" |
| E la penisola, nella graduatoria di chi fa il lifting ai cani, cammina sottobraccio alla Turchia, dove l' aviaria continua a far proseliti fra allevatori di galline a cui vogliono tanto bene da tenerla persino sotto il letto. Il Belgio, che per estensione pare il fazzoletto della grande Italia, produce ogni anno circa 140.000 cuccioli, ben più di quanti vedono il sole da Aosta a Palermo. Il cane , quindi, è un amore e un businnes come in Italia ma, al contrario che nella Penisola, chiunque lo mutila dovrà pagare una multa di 5.500 euro. La piccola nazione nota per la sede Ue, il re Leopoldo, i cani da pastore e i cioccolatini ( i cioccolatai sono tutt'altra cosa ) si affianca a una decina di altri Stati, fra cui Germania, Svizzera, Danimarca, Olanda. Noi no. Noi restiamo da quella piccola Europa che ha deciso di lasciar ai cani orecchie e coda. Eppure il Dobermann anche con le orecchie integre par proprio un Dobermann e, anzi, acquista forse qualcosa in più: un'aria da cane da famiglia che te lo fa apparir persino degno di continuar a star fuori da quella lista dei cani aggressivi da cui riusci' a evadere (dicono) per una complicata storia di amicizie di campanile al ministero delle Salute. |
| Un provvedimento sarebbe facile da attuare, salutare non solo per i cani e politicamente opportuno perchè riporterebbe l'Italia nel novero di quelle Nazioni che guardano il cane con affetto, e senza quegli equivoci che ritrovi nello sguardo del casaro reggiano. Lei, sig. ministro che dopo le ultime elezioni politiche ha preso il posto del Sig. Francesco Storace, è in grado di firmarlo, e i suoi tecnici giustificarlo anche sul piano sanitario, perchè è indubbio che un cane a cui tagli le orecchie a tre mesi e lo martori, poi, con almeno una ventina di medicazioni non può guardare all' uomo con simpatia! Perchè se il taglio della coda ha una giustificazione in alcune razze da caccia, fra cui Bracchi ed Epagneul, in quelle da guardia e difesa acquista un significato sinistro (senza alcun riferimento alla politica). |
| Ricorda i tempi terribili in cui Mastini e Dobermann venivano fatti combattere fra di loro. Giorni lontani di cui i miseri Dobermann e Mastini portano ancora il segno. Nelle orecchie, tirate all'insù come fossero un segno di fierezza, e paiono invece una resa alla crudeltà di chi regge il guinzaglio. |
| Presidente C.C.L.C Fausto Mattioli |